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Di seguito le immagini scioccanti riportate dalle Iene Maremmane l’anno scorso

…ma a seguire l’articolo pubblicato da WakeUp news…

Marina di Grosseto, che bufala! Non era petrolio ma sabbia: le analisi definitive

Ricordate il video de ‘Le Iene Maremmane’ che denunciavano sversamenti di petrolio in mare a Marina di Grosseto? Sono stati diffusi i risultati delle analisi dell’ARPAT: era sabbia

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La “Iena Maremmana” Lorenzo Mancineschi mentre denuncia gli sversamenti di “petrolio” a Marina di Grosseto: l’ARPAT lo ha smentito categoricamente (davidpuente.it)

AGGIORNAMENTO 16 GIUGNO 2016: Le ultime analisi dell’Arpat smentiscono anche la presenza di PCB e diossine

14/06/2016

In relazione ai lavori di pompaggio di sabbie dall’area portuale di Marina di Grosseto ed il loro riversamento sul vicino litorale, per i quali operatori ARPAT del Dipartimento di Grosseto effettuarono sabato 23 aprile 2016, nel corso di un sopralluogo vari campionamenti, dopo i primi risultati già resi noti, che avevano escluso la presenza di idrocarburi totali, e valori di IPA nei limiti del valore chimico di base, ora anche i risultati analitici relativi anche a PCB ed diossine, risultano inferiori al limite di quantificazione della procedura analitica del Laboratorio (quindi non rilevabili in sede di analisi), con il rispetto del previsto Livello Chimico di Base.

È stato uno dei video più scioccanti del 2016 quello pubblicato dalla pagina Facebook de Le Iene Maremmane un duo di improvvisati giornalisti di inchiesta toscani – e rilanciato da ZeroGas – discutibile sito anonimo che dice di essere in possesso di “tecnologie e scoperte scientifiche note solo a pochi […] che sarebbero in grado fin da oggi di affrancarci dalla dipendenza dai combustibili fossili” – su presunti sversamenti di petrolio sulla spiaggia Bandiera Blu di Marina di Grosseto. Un video pubblicato il 22 aprile, una settimana dopo il referendum sulle trivellazioni, e che ha fatto indignare e gridare al disastro ambientale mezza italia, dando il la ad una serie di denunce virtuali (tra cui quella di Angelo Tofalo del M5s e quella del blog di Beppe Grillo, poi rapidamente cancellata) e controlli reali. La verità ufficiale, quella derivata dalle analisi dell’ARPAT (Agenzia Regionale Protezione Ambientale Toscana) è arrivata ieri pomeriggio: era un normale ripascimento. dai tubi non usciva petrolio, ma sabbia. Una colossale bufala ha ingannato milioni di italiani.

PSEUDO-GIORNALISMO – Uno scandalo sì, ma di approssimazione e sensazionalismo. Le Iene Maremmane, un duo di improvvisati reporter che si muove sul territorio toscano ricalcando in ambito locale il lavoro e anche l’aspetto visivo (giacca nera, camicia bianca e cravatta nera) delle più note Iene di Mediaset, avevano lanciato l’allarme con un video (di qualità opinabile) in cui veniva mostrato un tubo sversare una grande quantità di liquidi sulla spiaggia di Marina di Grosseto. Le immagini sgranate erano all’apparenza impressionanti, con migliaia di litri di liquidi al minuto che venivano riversati sulla spiaggia in pieno giorno. “Quei tubi vengono dal molo, risucchiano residui di grasso e di benzine. Senti l’odore, sembra di essere in un pozzo di petrolio. Questa è una vergogna, è da denuncia – chiosava Lorenzo Mancineschi, una delle Iene Maremmane, mentre l’inesperto cameraman David Rossi maneggiava il telefonino cercando di mostrare lo sversamento con risultati non eccelsi – questo video farà il giro e vi sputtaneremo“.

MARINA DI GROSSETO, IL VIDEO-BUFALA: NON ERA PETROLIO MA SABBIA

“QUESTO È PETROLIO!” E INVECE ERA SABBIA – L’accusa è ben scandita nei cinque minuti di filmato: “Guardate quest’acqua, è nera. Questo è petrolio, è un danno ambientale. Condividete, fatelo girare”. E il popolo della rete obbedirà, con circa 400 mila condivisioni e 4 milioni di visualizzazioni di persone indignate dall’accorato appello di Mancineschi. Un’eco mediatica mostruosa, come mostruosa è stata però la bufala diffusa dagli inesperti reporter. Le analisi dell’ARPAT, intervenuta a seguito delle migliaia di denunce arrivate ai carabinieri e alle autorità portuali, hanno smentito totalmente la denuncia:

Nei campioni di sabbie prelevati nel punto di sversamento della tubazione che refluiva sedimenti provenienti dal Lato Sud Porto ed in quella che refluiva sedimenti provenienti dall’Avamporto, risultano assenti gli Idrocarburi Totali, mentre le concentrazioni di Idrocarburi Policiclici Aromatici (IPA) totali rientrano nel Valore Chimico di Base (definito come “valore di concentrazione chimica prossimo ai ‘valori naturali di fondo’ riscontrati nei sedimenti di una specifica area marina, relativamente priva di contaminazione antropica, per i quali non siano stati evidenziati effetti di tossicità nei confronti di più specie test” – Quaderno Icram n.1, 2002, e succ. 2007).

Per il parametro PCB (policlorobifenili) le attività analitiche sono ancora in corso, i risultati saranno diffusi con successiva comunicazione.

ripascimento

RIPASCIMENTO, “BRUTTO” MA UTILE – Di fatto è stato confermato quanto dichiarato nelle ore immediatamente successive dalla guardia costiera, che ha i suoi uffici proprio davanti a dove l’idrovora stava rovesciando materiale in mare. Si trattava di una comunissima operazione di ripascimento, un movimento della sabbia dal lato sud al lato nord che non solo è legale, ma addirittura obbligatorio in quanto ricade in capo alla concessione del porto. Perché, come dichiarò il presidente della Marina di San Rocco Luciano Serra “Se non li facessimo, la sabbia si accumulerebbe sugli scogli e finirebbe per ostruire il canale”. L’odore acre? Sia Arpat che la Guardia costiera avevano tempestivamente spiegato che, essendo la sabbia prelevata sott’acqua, la mancanza di ossigeno della stessa e il materiale vegetale o organico in putrefazione.

Una normale operazione di ripascimento: la sabbia è scura in quanto bagnata e prelevata dal sottosuolo (lanuovaferrara.gelocal.it)

Dulcis in fundo, il ripascimento in questione viene effettuato da 13 anni in quelle zone. Ma prima nessuno si era sognato di filmarlo senza informarsi su cosa stesse accadendo. Le Iene Maremmane hanno peccato di tremenda approssimazione, dando per scontate affermazioni senza nessuna verifica. Sarebbe bastato mostrare ad esempio da dove partiva il tubo, oppure raccogliere immediatamente materiale da far analizzare. Cosa che Mancineschi e Rossi non hanno fatto. Anche una ricerca su Google sarebbe stata d’uopo dopo le prime smentite, dato che le numerose foto e video di ripascimenti in giro per l’Italiae mostrano in effetti come la sabbia, essendo prelevata dai fondali, sia dello stesso identico colore di quella riversata sulla spiaggia di Marina di Grosseto. Alcuni ripascimenti, data la naturalezza dell’operazione, vengono effettuati addirittura in alta stagione con i bagnanti in spiaggia.

CONDIVIDI SE SEI INDIGNATO! MA PRIMA INFORMATI… – Il danno però è stato fatto: gli albergatori hanno denunciato diverse telefonate di disdetta di prenotazioni per la stagione turistica. E le bufale viaggiano sempre a velocità doppia rispetto alle smentite. In 4 milioni almeno hanno visto un tubo versare presunto petrolio su una delle spiagge più belle e pulite d’Italia. In quanti sapranno che da quel tubo usciva solo acqua e sabbia? Da Le Iene Maremmane non è arrivato nessun comunicato di scusa, anzi. Mancineschi e Rossi continuano a ribadire la propria posizione. La vicenda potrebbe finire nei tribunali con accuse di procurato allarme e danno d’immagine. Ma a perderci è stata tutta l’Italia, che ha dimostrato ancora una volta come il “CONDIVIDI SE SEI INDIGNATO” sia una reazione molto più rapida e meno faticosa dell’informarsi correttamente.

Francesco Guarino
@fraguarino

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