Malagrotta, un indagato per quattro morti sospette

Residenti vittime di neoplasie fulminanti tra il 2008 e il 2010

di Giulio De Santis

ROMA – Quattro morti e decine di malati di tumore residenti nei pressi della discarica di Malagrotta. Vittime di esalazioni e rifiuti stoccati senza rispettare le regole. E’ l’ipotesi allo studio della Procura di Roma che ha iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio colposo e lesioni colpose Francesco Rando, rappresentante legale della Giovi, la società che gestisce la discarica. Nel novembre del 2008 Rando, titolare della gestione dell’impianto, è stato condannato a un anno di reclusione per lo smaltimento «senza alcuna autorizzazione di rifiuti pericolosi derivanti dal trattamento chimico-fisico del percolato».

L’iscrizione in questo caso sarebbe un atto dovuto dopo le denunce presentate in Procura dai parenti delle quattro vittime, morte di tumore in pochi mesi tra il 2008 ed il 2010. Un’inchiesta che si allarga anche alle parsone ancora vive ma malate di cancro, disturbi disfunzionali alla tiroide, problemi cardiocircolatori e respiratori. Patologie che potrebbero essere tutte riconducibile alla discarica di Malagrotta e al mancato rispetto delle regole di stoccaggio nello smaltimento dei rifiuti come previsto dalla normativa europea. Bisogna ricordare che lo scorso 16 giugno la Commissione Europea ha aperto una procedura di infrazione per le modalità con cui per anni è stata stoccata la spazzatura nella discarica. Una decisione che ha convinto la Regione a mettere i lucchetti all’impianto.

Il procuratore aggiunto Roberto Cucchiari e il sostituto procuratore Alberto Galanti, intenzionati a fare luce in tempi rapidi su quanto successo, attendono sulle loro scrivanie la consegna di uno studio epidemiologico della Regione condotto sui residenti di Malagrotta. Il dossier dovrebbe contenere un’analisi storica sul tipo di malattie ricorrenti tra i residenti. Un passo questo considerato necessario per ipotizzare un nesso di causalità tra le patologie contratte dalle presunte vittime e la presenza della discarica nelle vicinanze delle loro abitazioni. La consegna del dossier è prevista pochi giorni prima di Natale. Se il contenuto non sarà ritenuto esaustivo, allora la Procura procederà a disporre una propria consulenza. «Avremmo preferito che venisse disposto uno studio epidemiologico autonomo» commenta l’avvocato Francesca Romana Fragale, presidente dell’ associazione Futuro sostenibile e portavoce dei parenti delle vittime.

Sono quattro le famiglie dilaniate dal dubbio di avere perso i propri cari per colpa della discarica di Malagrotta. Quattro presunte vittime che hanno perso la vita dopo aver contratto all’improvviso neoplasie fulminanti. Enrico Frustalupi, capocantiere presso il gassificatore di Malagrotta a partire dal 2007, mori il 24 maggio del 2010 per un tumore al cervello dopo aver scoperto la malattia cinque mesi prima. Nove mesi trascorsero tra il momento in cui Alberto Lelli, all’epoca presidente comitato cittadini Malagrotta, scopri di essere malato di cancro e il giorno della sua scomparsa datata 29 ottobre del 2008. Gerardo Ferrante e Antonio D’Alessio sarebbero le altre due presunte vittime della discarica di Malagrotta, decedute nel giro di poche settimane dal giorno della scoperta della malattia.

Tratto da “Il Messaggero” di Martedì 01 Novembre 2011