Malagrotta: Rifiuti non trattati, inchiesta della Procura

Malagrotta inchiesta della ProcuraLa gestione dei rifiuti è il cuore di una nuova inchiesta della Procura sulla discarica di Malagrotta. Mentre il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando ne invoca la chiusura nel più breve tempo possibile, una serie di foto agli atti del pm Alberto Galanti solleva dubbi sulle modalità di smaltimento della spazzatura nella struttura della Colari. L’ipotesi al vaglio è che i rifiuti non vengano differenziati tra organici e inorganici come impongono normativa nazionale ed europea. A dimostrare la mancata applicazione del trattamento meccanico biologico (Tmb) sono numerose immagini dove si vedono gabbiani in picchiata per avventarsi sui rifiuti come avvoltoi e materassi che svettano su montagne di spazzatura dentro buste ancora chiuse.

Segnali che lasciano supporre come la catena di passaggi per lo smaltimento venga disattesa. Soprattutto la presenza dei gabbiani sarebbe indicativa perché questi volatili si aggregano solo dove trovano rifiuti organici di cui cibarsi. La procedura prevede al contrario che il rifiuto venga sterilizzato. Il termine tecnico esatto è «tritovagliato» e significa che la spazzatura deve essere tritata per consentire in un secondo momento la separazione delle varie componenti da stoccare in luoghi inaccessibili all’esterno.

Le foto invece dimostrerebbero che il trattamento è ancora caotico e che di conseguenza i rifiuti verrebbero smaltiti senza rispettare i criteri nel rispetto dell’ambiente. A far scattare la nuova l’inchiesta è stato un esposto del comitato dei «Cittadini di Valle Galeria» rappresentati dall’Avvocato Francesca Romano Fragale. Il sito di Malagrotta è un crocevia di indagini della Procura. Nel filone più complesso sono 8 gli indagati con l’accusa di omicidio colposo plurimo per la morte di 5 persone, 4 delle quali residenti in zona. L’ultimo decesso risale a fine maggio quando ha perso la vita per un tumore ai reni Giovanni Alighieri, abitante nel quartiere, 70 anni. RIPRODUZIONE RISERVATA

De Santis Giulio

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(21 giugno 2013) – Corriere della Sera