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La denuncia su Malagrotta «A Roma c’è un 8° colle ed è fatto di immondizia»

Roma come Napoli. Anzi, peggio. «Perché a Napoli almeno il problema è visibile, a Roma invece continuano a mettere la cenere sotto il tappeto, giocando sull’emergenza e sulla salute delle persone», spiega l’avvocato Francesca Romana Fragale, che rappresenta i comitati cittadini di Malagrotta nella battaglia legale contro l’omonima discarica. Cinque processi, altrettante condanne in primo grado. Una per «danno ambientale». E il «tappetone» romano sta sempre lì.

L’ottavo colle di Roma, l’hanno ribattezzato. Grande come duecentocinquanta campi da calcio, da decenni continua a nascondere migliaia di tonnellate di rifiuti indifferenziati nel sottosuolo della Valle Galeria.

Un sistema di smaltimento «di fatto basato sull’illegalità», spiega Massimiliano Iervolino, radicale, che ha appena firmato con Paola Alagia la cronistoria completa della più grande discarica d’Europa dagli anni Cinquanta a oggi (Con le mani nella monnezza, edizioni Reality Book).

Secondo le direttive europee, infatti, Malagrotta doveva già essere chiusa da un pezzo. Ma, ogni volta che la misura è colma, arriva una proroga. L’ultima risale al 30 giugno, è la quinta in ordine di tempo, e allunga la vita del «tappetone» fino al 31 dicembre 2011. La beffa è evidente. Perché nel frattempo la Regione Lazio si è impegnata con l’Europa a raggiungere la quota del 60% di raccolta differenziata sempre entro il 31 dicembre 2011.

Peccato – fa notare Massimiliano Iervolino – che se per miracolo davvero il Lazio riuscisse a centrare l’obiettivo non ci sarebbero nemmeno gli impianti di compostaggio per trattare i rifiuti differenziati. E poi i Comuni del Lazio, «alle prese con i loro bilanci in rosso», preferiscono, finché è possibile, continuare a conferire i rifiuti, per il 70% tale e quale, a Malagrotta. Inquina molto, ma costa meno.

La realtà è che al momento la raccolta differenziata nella stessa capitale non raggiunge neppure il 25%. E a Fiumicino, uno dei siti destinati ad accogliere una nuova discarica, e forse anche un nuovo termovalorizzatore, sono già partiti i blocchi.

Su questa vicenda e sui livelli di differenziata raggiunti nel Lazio i parlamentari del Pd hanno appena presentato una interrogazione al ministro Prestigiacomo. E intanto – raccontano i comitati cittadini Manlio Cerroni prepara Malagrotta bis. A Testa di Cane, accanto a Malagrotta, sono iniziati gli scavi sotto i teloni. Cosicché se dovesse esserci una nuova emergenza, il re della monnezza sarà l’unico a non farsi cogliere impreparato.

Articolo di Mariagrazia Gerina pubblicato su L’Unità, il 19/07/11

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