IL CASO

 

Malagrotta, l’inchiesta si allarga
indagine su 10 residenti malati

Nuove carte nel fascicolo sui 4 decessi: l’accusa è omicidio colposo. Simili le patologie denunciate dal 2000. Si cercano connessioni tra i fumi e lo stati di salute degli abitanti attorno alla discarica

 

di FRANCESCO SALVATORE

 

Malagrotta, l'inchiesta si allarga indagine su 10 residenti malati

Si fa più pesante il fascicolo aperto il mese scorso dalla procura di Roma sulla discarica di Malagrotta. Nell’inchiesta per cui si indaga, con l’accusa di omicidio colposo, sui quattro decessi avvenuti tra il 2008 e il 2010 sono state aggiunte ulteriori carte. Documenti sanitari che riguardano più di dieci persone che abitano nella zona intorno alla discarica e che descrivono le varie patologie che le hanno colpite in questi ultimi dieci anni. Casi molto simili fra loro di tumori, disturbi disfunzionali alla tiroide, problemi cardiocircolatori e respiratori. Carcinomi alla vescica, all’intestino e alla mammella sono i casi più gravi che si sono verificati a partire dai primi anni del 2000. I documenti vanno ad aggiungersi all’esposto da cui è partita l’inchiesta condotta dal procuratore aggiunto Roberto Cucchiari e dal pubblico ministero Alberto Galanti.

A portarli all’attenzione del pubblico ministero Alberto Galanti è stata l’avvocato Francesca Fragale, presidente dell’associazione Futuro sostenibile e rappresentante delle famiglie degli ammalati. L’indagine, aperta il mese scorso per omicidio colposo, è finalizzata a stabilire se esistono connessioni tra le morti e i fumi provenienti dalla discarica di Malagrotta. I quattro decessi riguardano persone che hanno abitato per molti anni nella zona limitrofa alla discarica. Si tratta di morti per patologie simili fra loro: due persone, di poco più di cinquanta anni, sono decedute per una forma molto rara di tumore al cervello, il glioblastoma, mentre gli altri due a seguito di un cancro al pancreas e al polmone.