Corcolle e Riano, procura apre indagine: «Irregolarità in scelta nuove discariche»

I reati ipotizzati sono falso ideologico e materiale. Sotto la lente i criteri seguiti per individuare le due aree destinate ad accogliere i rifiuti della capitale

ROMA – La Procura di Roma indaga sul post-Malagrotta, la discarica più grande d’Europa, e mette sotto la lente i criteri di scelta dei due nuovi siti alternativi di Roma, Corcolle e Riano. I carabinieri del Noe dovranno verificare se le indicazioni fornite dagli esperti della Regione Lazio al commissario straordinario, prefetto Giuseppe Pecoraro, corrispondano all’esatta situazione delle zone sotto il profilo della distanza dai centri abitati, dello stato del sottosuolo. I reati ipotizzati sono di falso materiale e ideologico.

Le polemiche. E così, dopo mesi di proteste e polemiche sui territori individuati, potrebbe essere l’occhio della magistratura a segnare la svolta nel delicatissimo assetto del sistema rifiuti della Capitale. I siti di Riano e Corcolle erano stati indicati a ottobre dal prefetto e commissario per il superamento dell’emergenza ambientale di Roma Giuseppe Pecoraro come discariche temporanee alternative a Malagrotta. La megadiscarica alle porte della Capitale, finita la scorsa estate nel mirino dell’Ue per le modalità di trattamento dei rifiuti, dopo innumerevoli rinvii, dovrà chiudere i battenti a giugno.

Si indaga sui criteri di scelta. Pecoraro, come ha più volte spiegato, ha scelto le aree di Riano e Corcolle da una lista di sette siti ubicati tra Roma e provincia, contenuti in un documento fornito dalla Regione Lazio. E ora la procura di Roma indaga proprio sui criteri di scelta dei siti. Gli accertamenti, scaturiti da una serie di esposti, mirano a capire i motivi per i quali, secondo i denuncianti, in un documento della Regione sulla localizzazione dei siti sia stata depennata un’area nel comune di Allumiere e poi inserita quella di Corcolle, a 700 metri dall’area archeologica di Villa Adriana. Il fascicolo processuale aperto a piazzale Clodio per ora è contro ignoti. Ma gli investigatori sono già arrivati negli uffici della Regione per acquisire documenti e alcuni funzionari sono stati sentiti come testimoni.

Le reazioni. Dopo mesi di proteste, sit-in e cortei, l’ultimo dei quali ha chiuso simbolicamente Villa Adriana contro l’arrivo della “munnezza”, a Riano e Corcolle comitati e amministratori ora chiedono al prefetto Pecoraro di fermarsi. «Ci auguriamo che il prefetto Pecoraro si fermi e cerchi dei siti idonei che siano a un passo da siti archeologici di rilevanza mondiale», afferma il portavoce del movimento Salviamo Villa Adriana Urbano Barberini. «Di fronte all’apertura di questa inchiesta, che non è una cosa da niente – gli fa eco il vicesindaco di Riano Italo Arcuri -, bene farebbe il Commissario ad hoc prendere atto della situazione e tornare sui suoi passi». E se per il pd del Lazio, «siamo alla disfatta con la regione Lazio allo sbando», il sindaco di Roma Gianni Alemanno, ‘certo che la procura farà chiarezzà, insiste però su un dato fondamentale, «andare avanti nelle procedure per aprire questi centri di raccolta dei rifiuti, in modo da chiudere il prima possibile questa discarica. Pertanto, mi auguro che il senso di responsabilità collettivo eviti di creare nuovi polveroni polemici che rischiano di ritardare e confondere gli atti amministrativi necessari ad attuare il piano rifiuti».

Tratto da “Il Messaggero” di Giovedì 23 Febbraio 2012

IL PRESIDENTE DELL’ASSOCIAZIONE FUTURO SOSTENIBILE FRANCESCA ROMANA FRAGALE INTERVISTATA DAI MICROFONI DI “PRESA DIRETTA

puntata andata in onda domenica 22 Gennaio 2012

“IMMONDIZIA ZERO”

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